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André Barbault è stato vicepresidente del Centro internazionale di astrologia di Parigi per un decennio e fondatore nonché redattore capo della rivista l'astrologue. È autore di una trentina di opere tradotte in molte lingue.
André Barbault cominciò a studiare astrologia a soli quattordici anni, nel 1935, pochi anni dopo la morte del celebre astrologo francese Paul Choisnard, il primo a fornire le basi scientifiche all’astrologia (e il cui lavoro fu portato avanti da Michel Gauquelin). Arrivato a Parigi alla fine della guerra, Barbault frequentò l’ambiente astrologico parigino, integrandosi nel Centre International d’Astrologie e frequentando praticamente tutti gli astrologi francesi da Néroman a Lasson, passando per Volguine, ma anche molti stranieri come Brahy in Belgio, Carter in Inghilterra, Koch e molti altri in Germania.
A un intervistatore che gli chiese quando e perché avesse scelto di dedicarsi all’astrologia, Barbault rispose che si era "a tal punto sentito astrologo e così presto da non aver mai pensato di fare altro".
André Barbault è senza dubbio uno dei più autorevoli astrologi moderni e contemporanei. E uno dei più strenui difensori della necessità di una ferrea distinzione tra l'astrologia e la congerie delle arti divinatorie contraddistinte da una mentalità magica e dalla presunzione di poter essere specchio rivelatore del destino. Barbault, all'inizio di ogni lavoro astrologico e previsionale, inserisce il seguente brano:
Occorre precisare che tutto è relativo e che nulla è certo. Siate prudenti e non fate mai previsioni secche, ma indicate soltanto possibili avvenimenti sfumati che potrebbero significare molte cose diverse tra loro. Prendete più come un esercizio di speculazione filosofica quello che vi sto per illustrare che non come qualcosa che si realizzerà quasi con certezza assoluta.
Dal punto di vista teorico, il suo maggior contributo alla disciplina è stato lo sviluppo e la diffusione dell'astrologia mondiale, in particolare con la teoria dei cicli planetari.
L’astrologia ideale, le vite precedenti ed altro, è tutto assai carino se vi piace. Se volete, inoltre, l’astrologia giocata, trattata come un trastullo dello spirito, uno svago intellettuale: si ottiene il risultato del proprio investimento. Si può fare però di meglio: accedere ad un reale astrologico. Bisogna darsi il potere che ha Urania di diffondere informazioni al di là oppure al di sopra della relazione interprete-interpretato. Per far questo, occorre andare fino al limite della propria fiducia, attaccandosi al reale, affinché vi renda l’eco della vostra parola che è il verbo del cosmo.