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Astrologia e benessere

PARLIAMO DI BENESSERE

Una parola oggi molto inflazionata e il più delle volte interpretata come bellezza fisica per cui, anche le così dette "cliniche del benessere" in genere riguardano esclusivamente l’estetica, trascurando invece il vero significato della parola. Parliamo di benessere con Lidia Fassio, uno dei nomi più importanti dell’Astrologia Umanistica e Psicologica in Italia.

Parliamo di benessere

Cosa si intende per  benessere e quali sono i simboli astrologici da prendere in considerazione?

Benessere vuol dire “stare bene con se stessi e con il proprio corpo”. Questo  può dare anche un miglior senso di bellezza, in quanto, si è belli solamente quando si è in perfetta armonia all’interno, cosa che porta anche ad una maggior armonizzazione con il mondo esterno. La bellezza dunque nasce da dentro, dall’essere felici, il che permette una sorta di stato di grazia che poche persone sperimentano realmente.
Il simbolo per  eccellenza del benessere nel tema natale è Venere che, proprio tra i suoi simboli ha quello più profondo legato al valore di sé e all’autostima, due ingredienti fondamentali per poter vivere meglio.
In effetti, non si può star bene se non ci si ama e se non si conoscono bene i propri valori ed i propri gusti. Per questo è importante conoscere al meglio questo simbolo nel tema natale perché, soprattutto quando per motivi di educazione, esso è stato disatteso, può dare delle indicazioni per meglio comprendere in che modo ricontattare il senso del piacere da cui deriva la gratificazione che porta ad una sensazione di benessere.

Direi che, all’analisi di Venere, si debba aggiungere anche la lettura della casa seconda che fornisce un’idea di come abbiamo percepito di avere un valore, di essere amati e di essere accettati nella nostra integrità. In realtà essere se stessi è un traguardo da raggiungere perché significa che non dipendiamo più dagli altri e dalla loro accettazione.
E’ molto importante quindi aggiungere al senso di benessere l’accettazione di sé che comporta un sentirsi a proprio agio in ogni momento, qualcosa che nasce dall’ amore di sé, fondamentale anche per incontrare l’amore esterno.

Come sono collegati piacere e benessere?

Sono collegati in quanto è proprio dalle prime percezioni di essere piaciuti,  amati, sostenuti e rassicurati, nascono le prime sensazioni di benessere e di gratificazione che, guarda caso, nascono proprio dalla relazione con la prima e più importante figura che incontriamo nella vita. E’ da questi primi contatti che cominciamo a formarci un’idea di piacere o dispiacere, star bene oppure sentirsi a disagio.
Venere è quindi legata a queste prime sensazioni ed è il simbolo di ciò che abbiamo erotizzato nelle prime relazioni importanti della nostra vita il che significa che, sulla base di quel primo imprinting, ricercheremo un modello simile per trovare piacere e benessere.

In che modo il benessere facilita l’apertura verso l’altro e verso la relazione?

Il bambino ricerca gratificazione e benessere inizialmente attraverso un’altra persona con la quale è in relazione. La vita è relazione, noi esistiamo grazie ad una relazione e, per poter crescere sani, abbiamo bisogno di relazioni importanti e salutari.
Se siamo stati bene all’interno delle prime relazioni avremo una sensazione di stabilità interna, di sicurezza da cui nascerà un senso di valore personale; sapremo quindi cosa vogliamo perché capiremo con sufficiente chiarezza cosa va bene per noi e cosa ci fa star bene, evitando invece, ciò che non è gratificante.
E’ dunque fondamentale per ognuno di noi sapere cosa ci può dare piacere e cosa conta realmente  per poi sapere  quali scelte fare nella vita.
Ecco perché, se non sappiamo bene cosa ci piace e cosa desideriamo, diventa difficile cercare in qualcun altro un vero interlocutore con cui continuare il nostro viaggio.
Conoscere i propri gusti, sapere cosa muove le nostre corde interne e sentirci bene con noi stessi, sono passi importanti per poter affrontare gli altri, senza pensare che dovranno essere i nostri salvatori, i riempitori dei nostri vuoti, ma, più semplicemente persone con cui avere uno scambio autentico ed una condivisione di ciò che abbiamo da mettere in comune, continuando a crescere e a realizzare i progetti che abbiamo in mente.

Perché nell’epoca attuale è così difficile stare bene con se stessi e con gli altri?

Direi che molto è legato alla grande caduta del desiderio dovuta al fatto che abbiamo troppo, spesso molto di più di quanto ci necessiterebbe ma, non sempre abbiamo  ciò di cui avremmo realmente bisogno il che, spesso ci porta a spostare il nostro baricentro dall’essere all’avere. Il contrabbando avviene spesso tra sentimenti e beni materiali. In effetti, il poco tempo che gli adulti hanno a disposizione, viene compensato con regali e denaro mentre, nella mente di ogni bambino, ci sarebbe il desiderio di “passare più tempo con genitori più disponibili”.
Così cresciamo convinti che il valore vada dato al lavoro, al denaro e a ciò che se da un lato sembra rendere la vita più facile, dall’altro porta spesso ad un senso di vuoto difficile da colmare.
Così, quando siamo insoddisfatti cadiamo nell’illusione che avere qualcosa di più o di nuovo, potrà darci quel senso di pienezza che tanto ricerchiamo e fatichiamo a renderci conto che questo invece non è vero.
La maggior disponibilità di affetto aiuterebbe i bambini ad avere meno cose e, soprattutto, a desiderarle e a conquistarle; ottenere le cose senza averle desiderate smorza quella pulsione interna a cercare e riconoscere cosa effettivamente va bene per noi e fa perdere la gratificazione che giunge dalla conquista.
Un’altra causa è dovuto al fatto che ci si attesta sui valori esterni e su ciò che la società considera benessere, per cui, tutto diventa uno status e le persone corrono dietro a ciò che apparentemente sembrerebbe gratificante e che è ben sottolineato dalla pubblicità che molto abilmente seduce con prodotti che soddisfano bisogni indotti da chi ha tutto l’interesse che vengano consumati. Si entra così in una sorta di trance che permette di dimenticare  ciò che giunge dal profondo, più perfettamente di non sentire.
L’insoddisfazione regna sovrana insieme al grandissimo senso di vuoto che si cerca di placare con migliaia di palliativi che non potranno mai portare una vera gratificazione. Anche le relazioni oggi sembrano diventate uno di questi surrogati per cui, in genere, non si ricerca una reale condivisione e, pertanto, non si è pronti a cercare realmente uno scambio che richiede impegno e disponibilità e, in questo modo, quando termina la passione sessuale, le relazioni si interrompono e si passa altrove.
L’abitudine ad avere tutto a portata di mano ha creato un vuoto assoluto di desiderio e, senza questo ingrediente, niente nella vita potrà mai dare felicità.
Ci si dimentica infine che la felicità – che tutti sembrano cercare all’esterno – è in realtà un sentimento personale che nasce dalla ricerca interiore, unica cosa che possa portare vicino al senso di completezza. Si tratta di uno stato dell’anima e, come tale, non può e non potrà mai giungere da fuori di noi.
 
Parlando di benessere sociale, quali potrebbero essere degli indicatori di benessere di una società complessa come quella attuale da affiancare al PIL?

Penso che da tempo le persone più attente abbiamo compreso che il benessere sociale non può dipendere dalla produzione o dal benessere che si ottiene attraverso le cose che si possono acquistare.
Per migliorare la vita, bisogna realmente migliorare la qualità della stessa e, in primis, penso che bisogna ripartire dai valori semplici e, soprattutto, proprio come indica Venere, dal senso che diamo alle persone e ai sentimenti e, in un certo senso, dalla quotidianità che, invece, tanto si cerca di sfuggire. Non vi è altro che conti realmente nel mondo. Ognuno di noi ha sperimentato che guadagnare di più per avere più cose è una trappola che imprigiona e che ci fa sentire sempre meno liberi in quanto, ogni conquista economica ha un prezzo elevatissimo in termini di tempo che viene sottratto alle cose vere che magari possono sembrare anche più semplici, ma sicuramente più capaci di regalare benessere e serenità.
E’ importante quindi dedicare spazio, tempo e risorse alle relazioni, ai bambini che, in questo modo, potrebbero crescere più sereni e in grado di diventare degli adulti sani che, a loro volta, sapranno contribuire al miglioramento generale.
Spesso riempiamo la vita con le cose proprio perché non riusciamo a riconoscere che, con qualcosa in meno, potremmo vivere ad un ritmo più accettabile dedicandoci a ciò che conta davvero: stare insieme, passeggiare, vedere le persone crescere attraverso la nostra disponibilità.
Questo nel tempo farebbe crescere dentro di noi un maggior senso sociale, un senso di solidarietà che non può nascere solamente dal donare denaro ma dal vivere all’interno di relazioni umane e da un senso di partecipazione attiva a ciò che ci circonda.

Benessere vuol dire vivere entrambi i lati della nostra natura e, così come è importante dedicare spazio al lavoro e alla realizzazione, lo è altrettanto imparare a dare uguale  valore alle relazioni personali, interpersonali e sociali.


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