Logo

Astrologia karmica

ASTROLOGIA KARMICA, KARMA E LIBERO ARBITRIO

Abbiamo chiesto a Paolo Crimaldi di farci capire che senso può assumere la "reincarnazione" per noi "occidentali"

Astrologia karmica, karma e libero arbitrio

Paolo Crimaldi, studioso di astrologia karmica, è anche divulgatore della materia e insegnante di filosofia.

 

Ci spiega brevemente cos’è l’astrologia karmica e su quale visione del mondo si fonda?

L’astrologia karmica è un ramo dell’astrologia tradizionale che si occupa dell’aspetto reincarnazionalista del tema natale, ovvero cerca d’individuare quali sono i modelli karmici ereditati dalla passate esistenze e come questi vanno a interagire nella vita attuale. Naturalmente tiene conto anche dell’aspetto evolutivo e aiuta a capire quali sono i semi che vanno depositati per sviluppare al meglio le prossime esistenze, aiutandoci a vivere meglio, con maggiore consapevolezza la vita attuale.

 

Che origini ha, l’astrologia cosidetta “karmica”? Chi ha coniato questa espressione?

L’astrologia karmica ha origine nelle logge astrologiche londinesi della fine dell’ottocento, ma ottenne la sua maggiore espansione all’interno della Società Teosofica e in ambienti legati alla tradizione ermetica. Ma si è affermata a livello globale attorno alla metà degli anni '60 grazie al lavoro pionieristico di grandi astrologi come Dane Rudhyar, e poi Stephen Arroyo, Melanie Reinhardt in tempi più recenti, fino ad avere al suo interno differenti correnti di pensiero, a seconda anche degli studi dei vari astrologi. Ad esempio, in Francia il lavoro di Irene Andrieu è maggiormente legato al buddhismo tibetano e all’interpretazione astrologica del Bardo Todol, ovvero il libro dei morti tibetano. Geniale l’approccio di Pierre Lassalle, psicologico e logico allo stesso tempo. In Italia le prime astrologhe a occuparsi di astrologia karmica sono state Clara Negri ed Helene Kinauer Saltarini, le quali provenivano da una tradizione di studi esoterici di stampo teosofico. Personalmente ho invece integrato l’approccio delle terapia karmica all’astrologia di stampo psicologico e ne è nata una differente corrente reincarnazionalista.

 

Ci parla del concetto di karma, come inteso in India e come inteso da lei?

In India la parola karman, che significa "azione", è così ancorato nel senso dell’esistenza dell’individuo che è davvero difficile comprenderla fino in fondo. Certamente si basa sulla legge di causa-effetto, per cui noi siamo il risultato delle nostre azioni passate, di questa come delle precedenti esistenze. Per cui la dottrina della reincarnazione è fortemente legata a una responsabilizzazione dell'individuo, senza demandare ad altri o altro, la responsabilità delle proprie azioni e del proprio fare o non fare. Per noi occidentali è un concetto che si scontra con l'idea del libero arbitrio, concetto quest'ultimo che si presta a molti fraintendimenti e non sempre è utile per la propria crescita personale. È bene sapere che abbiamo un percorso da seguire e la nostra libertà non sta nel decidere se seguirlo o meno, cosa a mio pensare impossibile, ma sul "come" viverlo, assumendocene la responsabilità e pagando in prima persona gli errori eventualmente commessi nel procedere. Gran parte del nostro karma lo esperiamo in questa vita e che azioni commesse qualche tempo prima portano i loro risultati nel giro di qualche tempo. Il nostro libero arbitrio sta nel capirne o meno il significato, e soprattutto nel cercare di non ripetere lo stesso errore, cosa che risulta essere spesso molto difficile. Personalmente credo profondamente nel destino e quindi il mio concetto di karma è proprio quello di ineluttabilità, soprattutto in relazione ad alcuni eventi che in termini “umani” non credo ci andremmo a scegliere, sia pure inconsciamente. Ciò accade al fine di dare alla propria vita una complessità e una fluidità che altrimenti non avrebbe.

 

Fuori di metafora e metafisica, non si potrebbe dire che il karma è qualcosa di simile all’eredità culturale, familiare, genetica e esperienziale?

Mi verrebbe di rispondere che la prova della reincarnazione è il DNA… ma non solo. Certamente il karma è anche ciò che riguarda le varia eredità, ma va ben oltre e spesso travalica culture, concezioni e credenze anche totalmente estranee alla propria cultura, etnia, famiglia.


In cosa consiste la terapia karmica?

La terapia karmica non è una psicoterapia, né ipnosi regressiva, bensì un percorso che ha come fine la cura dell’anima e non della psiche. Per cui non segue un approccio strettamente razionale, ma si basa principalmente su strategie intuitive, pur facendo capo a regressioni a vite passate, a un lavoro con i sogni e con le fiabe, e soprattutto con alcuni ricordi della propria esistenza che mostrano qual è il nostro filo rosso che ci porta al dolore. Una volta compreso, attraverso delle attivazioni su base simbolica si cerca di spezzare questo filo e di riprendere in mano la propria anima, che talvolta è prigioniera di pregiudizi, credenze e quant’altro non la rende libera di potersi manifestare come realmente desidera.

 

Cosa sono le relazioni karmiche e destiniche?

Le relazioni karmiche riguardano incontri che sono già avvenuti in una passata esistenza e che ora si ripresentano per portare a termine ciò che è rimasto in sospeso. In genere si tratta di rapporti con la data di scadenza, ovvero che sono destinate a concludersi una volta che il sospeso viene affrontato. Mentre le relazioni destiniche sono quelle che spingono all’evoluzione; non hanno rapporti con il passato, ma sono legate principalmente al futuro, poiché entrambi i partner fungono da maestri l’uno nei confronti dell’altro, aiutandosi reciprocamente a varcare nuove soglie, e quindi esperienze, che da soli mai si potrebbero sperimentare.


Come vive la sua doppia veste di insegnante di liceo e astrologo? I suoi allievi s'interessano di astrologia?

Non c’è mai stato conflittualità tra i due ruoli e a dire il vero i miei alunni non hanno mai mostrato una curiosità morbosa nei riguardi ci ciò che faccio in televisione. Forse se partecipassi a qualche reality sarebbero più interessati. Mentre invece prestano particolare attenzione al discorso intercorrente tra filosofia e astrologia, specie in epoca rinascimentale, così come restano stupiti del fatto che Galilei fosse anch’egli un astrologo e tanti altri. Ma in genere non vado mai oltre e mantengo un rapporto abbastanza aperto: con me si può parlare di tutto e anche contestare alcune mie posizioni, perché è solo nel dialogo che si arriva al rispetto e alla vera conoscenza.

 


Ti potrebbe interessare anche: