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Astrologia vedica

ASTROLOGIA VEDICA, KARMA E IL PESO DELLE NOSTRE AZIONI

L’astrologia è una chiave per giungere alla conoscenza del nostro intimo legame con il Cosmo. E per l'astrologia vedica la carta astrologica non è altro che una mappa karmica

Astrologia vedica, karma e il peso delle nostre azioni

Astrologia vedica: il karma

Secondo l'astrologia vedica, l'astrologia descrive il risultato del nostro karma, cioè le azioni che, fatte in vite precedenti, hanno dato frutti in questa vita. Ciò non significa che l'astrologia vedica insegni il fatalismo e il determinismo. Nella nostra vita quotidiana esiste un'interazione tra destino e libero arbitrio: il destino o karma è la reazione del nostro esercizio precedente del libero arbitrio. Il nostro karma crea uno stato di cose entro cui dobbiamo esercitare il libero arbitrio.

 

L'astrologo vedico nell'antichità

Nella cultura vedica tradizionale l'aspirante astrologo doveva studiare molte materie che gli permettevano di sviluppare capacità tali da metterlo in grado di fare predizioni. Prima di tutto doveva sapere alla perfezione il sanscrito, la lingua classica indiana, la matematica e l'astronomia. Insieme alle discipline scientifiche lo studente doveva studiare e immergersi egualmente nel misticismo vedico. Ciò significava uno studio rigoroso e approfondito della letteratura vedica, pratica di meditazione e yoga, il tutto condotto con gran devozione e sincerità.

 

Differenze base tra astrologia vedica e astrologia "occidentale"

La differenza principale tra astrologia "occidentale" e astrologia vedica consiste nell'utilizzo di due differenti tipi di zodiaco. In Occidente si usa lo zodiaco tropicale mentre nell'astrologia vedica si utilizza lo zodiaco siderale; il primo prende come unico riferimento il Sole e afferma che ogni anno al momento dell'equinozio di primavera il Sole entra nel segno dell'Ariete; ciò non è vero da un punto di vista astronomico. Lo zodiaco tropicale mostra la situazione astronomica che i pianeti avevano circa duemila anni fa e non ha quindi alcun riferimento con le attuali osservazioni astronomiche dirette, si basa unicamente sul sistema Terra/Sole e sui punti stagionali degli equinozi e dei solstizi. Lo zodiaco siderale invece è supportato da osservazioni astronomiche dirette e non è orientato unicamente sul sistema Terra/Sole bensì verso il centro della nostra galassia che viene posto a 06° 40' nel Sagittario; nella tradizione indiana è chiamato "ombelico di Dio" e da esso sarebbe nato l'intero universo materiale.

Un'altra peculiarità dell'astrologia vedica è l'utilizzo di nove pianeti, o Graha, (Luna, Sole, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno e i due nodi lunari: Rahu e Ketu), vengono quindi esclusi dal sistema astrologico Urano, Nettuno e Plutone, in quanto non osservabili a occhio nudo. Graha letteralmente significa "che afferra", "che si impadronisce", rappresenta quindi una forza che agisce sull'uomo. L’essenza dell’astrologia sta nel comprendere il significato dei pianeti. Altri fattori astrologici come i segni e le case, sono determinati dai pianeti stessi. L’astrologia dunque altro non è che la scienza dei pianeti.

Un altro elemento che caratterizza l'astrologia vedica è l'utilizzo dei ventisette Nakshatra: le dimore che la Luna occupa quotidianamente durante il suo ciclo di ventisette giorni.

Le dodici costellazioni dello Zodiaco sono chiamate Rashis, e altro non sono che l'equivalente dei dodici segni zodiacali che tutti noi ben conosciamo: Mesha (Ariete), Vrishaba (Toro), Mithuna (Gemelli), Karkata (Cancro), Simha (Leone), Kanya (Vergine), Tula (Bilancia), Vrischika (Scorpione), Dhanu (Sagittario), Makara (Capricorno), Kumba (Acquario), Meena (Pesci). Ogni Rashi dello Zodiaco ha un signore, un pianeta, i segni riflettono i significati dei pianeti che li dominano. Cancro e Leone rappresentano l’orbita del Sole (il Sole e la Luna sono in essenza un pianeta, la Luna è il lato femminile del Sole). Gemelli e Vergine rappresentano le due metà dell’orbita di Mercurio, seguono Toro e Bilancia che sono le due metà dell’orbita di Venere, poi Ariete e Scorpione, ossia le due metà dell’orbita di Marte, Pesci e Sagittario, cioè le due metà dell’orbita di Giove ed infine Acquario e Capricorno sono le due metà dell’orbita di Saturno. Ogni pianeta regola quindi due segni.

Dopo i pianeti e i segni, il più importante fattore in tutti i sistemi di astrologia è rappresentato dalle case. Il termine sanscrito per le case è Bhava, esse sono dodici e riflettono la posizione della Terra rispetto allo Zodiaco. La prima casa, l’ascendente, in sanscrito Lagna, è il più variabile dei maggiori fattori usati nell’astrologia. Il Sole passa attraverso un segno in un mese, la Luna in due giorni e mezzo, l’ascendente cambia segno ogni due ore; esso infatti è il più importante fattore nelle predizioni dell’astrologia vedica, al secondo posto viene considerata la Luna ed al terzo il Sole.In particolare l’ascendente determina il campo delle manifestazioni materiali (associato al corpo fisico), la Luna determina il campo delle manifestazioni emozionali, mentali e sociali (associato al corpo astrale) il Sole determina il campo delle manifestazioni individuali a livello piu interiore (associato al corpo causale).

 

Un pensiero di astrologia vedica

Un superstizioso timore riverenziale dell’Astrologia rende l’uomo un automa, schiavo della propria sottomissione a una guida meccanica. L’uomo saggio vince i propri pianeti – cioè, il proprio passato – assoggettandosi, invece che alla creazione, al Creatore. Più egli si rende conto della sua unità con lo Spirito, meno potrà essere dominato dalla materia. L’anima è sempre libera; non ha fine perché non ha principio. Non può essere soggiogata dalle stelle. [Sri Yukteswar]