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Cartomanzia tarocchi

IL CONSULTO DI CARTOMANZIA SECONDO SERENELLA D'ERCOLE

In cosa consiste il consulto di cartomanzia e come si decodifica il complesso alfabeto simbolico dei tarocchi

Il consulto di cartomanzia secondo Serenella D'Ercole

Serenella D'Ercole, tarologa esperta, ci parla del consulto cartomantico.

 

Qual è il tuo lavoro? Cosa significa praticare la tarologia?

Il mio lavoro consiste semplicemente nel leggere nei tarocchi la "vita" della persona che desidera avere un consulto con me. Appongo le virgolette a vita poiché risulteranno, da una prima lettura, i momenti più salienti e importanti, quelli più determinanti, che hanno portato quella "vita" a essere ciò che nel presente questa persona è. Il mio lavoro è quello di decodificare il complesso linguaggio simbolico dei tarocchi. Essi sono principalmente un alfabeto simbolico e come tale va letto. Ecco perché preferisco leggere i tarocchi nella loro forma diritta. Chi si sognerebbe di leggere un libro al contrario o di scrivere con le lettere sottosopra? Anche gli stessi mazzi di tarocchi parlano un linguaggio tutto loro, un po' come i vari dialetti appartengono alla stessa lingua. Per questo motivo a chi inizia questo percorso o chi partecipa ai miei corsi base di cartomanzia consiglio un mazzo semplice, essenziale, come possono essere i tarocchi di Wirth o quelli di Marsiglia.

 

Che tipo di formazione hai?

Ho imparato a leggere i tarocchi più di 25 anni fa da una signora che me li insegnò soltanto sul piano esoterico, senza minimamente spiegare il significato più pratico della carta. E in effetti aveva pienamente ragione, perchè solo comprendendo il significato alto ed esoterico dei tarocchi è possibile scendere a quello più esplicito e quotidiano. In seguito ho continuato in parte per conto mio approfondendo lo studio sia sui testi, anche molto antichi e rari che ho cercato un po' in tutta Italia, sia attraverso le lezioni con Anna Maria Leopore, Ida di Donato, Alejandro Jodorowsky e Philippe Camoin. C'è anche da dire che lo studio dei tarocchi è solo la punta dell'iceberg di tutti i miei studi a carattere olistico. Ultimamente sto frequentando una scuola molto interessante col prof. Antonio Valmaggia sull'Ipnosi Regressiva di Brian Weiss, che mi sta aprendo a un'ulteriore visione della vita oltre la vita.

 

Come intendi il consulto di cartomanzia? Cosa leggi nelle carte?

Il consulto cartomantico è una sorta di scambio con la persona che viene da me. Il suo fine ultimo è di ottenere delle risposte che la persona non è in grado di elaborare da sola. Sono fermamente convinta che ognuno di noi possa ottenere le giuste risposte alle domande più o meno grandi della vita, poiché tutto è già presente dentro di noi, nella nostra anima o nel nostro inconscio, chiamiamolo come si vuole, e spesso non si è in grado di estrapolare queste risposte dal proprio interno. Questo è il mio compito e questo cerco di fare. Ecco perché spesso la formulazione della domanda è molto importante e quando la persona non la formula nel modo corretto, la rielaboro nel momento in cui mischio le carte. Nelle carte si legge di tutto, da quello che abbiamo mangiato ieri al grande cambiamento di vita. Dipende da quello che si vuole sapere e conoscere. Generalmente svolgo la lettura su più livelli in modo che il consulto sia completo e dettagliato. Per cui ci sarà una lettura pratica, fatta di avvenimenti e di persone, un'altra molto più profonda sul perché di questi avvenimenti, il tutto legato da una lettura su un livello psicologico, sia della persona stessa che del suo circondario. Per elaborare tutto questo e andare nel profondo delle situazioni un mio consulto a studio può durare fino a quattro ore.

 

Come ti contattano le persone per chiederti un consulto?

Le persone mi contattano telefonicamente dopo avere visto la mia rubrica di cartomanzia che tengo tutti i giovedì sera, oppure visitando il mio sito internet o semplicemente con il passaparola.

 

Come ti prepari a un consulto?

Devo essere sincera, non mi preparo in maniera particolare. Già al risveglio alla mattina cerco di essere pronta alla vita e alle nuove esperienze che mi porterà quella nuova giornata. Credo che questo sia già sufficiente per cercare di affrontare al meglio tutti i giorni della propria vita, con o senza consulti. La sera prima di addormentarmi dedico un po' di tempo alla meditazione e questa sicuramente è di notevole aiuto per iniziare bene il nuovo giorno che arriva.

 

Come cominci il consulto?

Se la persona è presente davanti a me, le chiedo il nome e l'età, generalmente non chiedo mai il segno zodiacale, lo stesso se il consulto avviene telefonicamente, mentre durante le mie dirette televisive chiedo soltanto l'età per mantenere intatta la privacy. Se è la prima volta che la persona viene da me, cerco di evitare che inizi a raccontarmi della sua vita, preferisco non avere condizionamenti di alcun tipo e cominciare subito dalla domanda che le sta più o cuore o da ciò che desidera di più. Saranno i miei tarocchi a raccontarmi il suo passato, a narrarmi il suo presente e a svelarmi il suo futuro.

 

Che atteggiamento assumi nell'interazione col consultante? 

Cerco di mettere la persona a proprio agio, ma posso risultare un po' distaccata e professionale. Il distacco è importante per evitare un coinvolgimento emotivo, che peraltro esiste, ma non può essere tale da permettere di falsare l'interpretazione che si sta dando. Tutto questo condito con l'estrema sincerità. Essere troppo diplomatici o indorare la pillola, talvolta, può confondere le idee. Noto sempre con estremo piacere che la mia sincerità è sempre e comunque molto apprezzata.

 

Cosa ti chiedono più spesso i consultanti?

L'amore è l'argomento più gettonato. I cosiddetti "ritorni", come si chiamano nel gergo cartomantico, sono l'argomento principale. Soprattutto le donne desiderano conoscere tutto sull'amore. Recentemente ho anche scoperto che la tendenza maschile sta invece un po' cambiando : adesso chiedono molto più dell'amore anche loro rispetto al lavoro. Direi, dunque che gli argomenti principali sono sempre l'amore, il lavoro e le finanze. L'ottimo consulto però non si esaurisce mai solo in questi argomenti, ma è necessario sempre approfondire con ciò che i Tarocchi consigliano per la crescita personale ed interiore della persona.

 

Ci descrivi il luogo dove solitamente fai i consulti di cartomanzia?

Per me è un luogo sacro. Amo tutto ciò che c'è in questa stanza, a cominciare dai mobili che sono appartenuti ai mie bisnonni, ai numerosi cristalli che abitano in questa stanza, sono infatti anche una collezionista di cristalli e li amo tanto quanto amo i miei mazzi di tarocchi, che mi faccio recapitare da tutto il mondo. Inoltre questo luogo è animato da centinaia di libri, ma anche dagli oggetti che ho riportato dai miei innumerevoli viaggi, in particolare la Birmania, luogo ancora magico e segreto.

 

Hai mai avuto paura del potere che hai nei confronti del consultante?

Assolutamente vietato creare paura nelle persone. I Tarocchi servono soprattutto per far capire alla persona dove sta andando e consigliare ad aggiustare il tiro di quello che sta facendo. Non c'è niente che non possa essere scelto o modificato nella propria vita. Inoltre anche i consigli medici sono assolutamente da evitare come tutte le pratiche magiche ed occulte. Campi questi ultimi che creano facilmente paure e dipendenze. Principalmente cerco di evitare le dipendenze e su questo sono assolutamente molto chiara con le persone che vengono da me. Una previsione può arrivare anche fino a un anno, un anno e mezzo, per cui se non ci sono cose eclatanti o ulteriori argomenti che la persona intende affrontare, evito che le persone vengano troppo spesso da me. Con 4 ore di consulto si sta bene almeno per 6 mesi! Personalmente non credo che bisogna stare attenti a qualcosa né tantomeno al cosiddetto "potere" che si può esercitare sulla persona. Sono convinta che noi tutti siamo collegati, che l'altro è una parte di me e viceversa, per cui, visto in quest'ottica, non ci possono essere giochi di potere, ma anzi la consapevolezza che a ogni consulto anch'io ne esco arricchita, perché il vissuto, le emozioni, il sentire dell'altro è anche il mio, e da questo non posso mai prescindere.

 

Come si conclude il consulto?

Non c'è mai una regola. È comunque sempre la persona a concluderlo, quando sente che tutto è stato affrontato e detto. Qualche volta, se vedo che la persona ha bisogno di un ulteriore sostegno le regalo un piccolo cristallo finalizzato a questo, spiegandole come utilizzarlo.

 

La tua opinione su una persona può cambiare dopo aver visto le sue carte?

Assolutamente no. Considera che le carte non hanno una moralità come la possiamo intendere comunemente e, di conseguenza, nemmeno io che interpreto le varie stesure dei tarocchi. Sono assolutamente dell'idea che tutte le persone sono veramente degli esseri unici e irripetibili e che sono le loro azioni, talvolta, a non essere armoniche con il loro sè più profondo. Non dimentico mai che noi siamo tutti parte di un Uno più grande e maestoso di noi.

 

Che idea ti sei fatta delle persone da quando hai intrapreso questa strada?

Bè, sicuramente io mi sono molto arricchita. Incontrare una varietà infinita di personalità, di modi di essere e di pensare non può che arricchire la propria vita interiore. Sono davvero grata per questo lavoro, perché sento che in qualche maniera e nel mio piccolo posso essere di aiuto o di conforto. Ecco, semmai posso avere notato che le persone sono sempre più alla ricerca di se stesse, desiderano rispondere alle grandi domande della vita, agli innumerevoli perché. E se posso dare un aiuto a tutto questo, perché no.

 

Profilo di Serenella D'Ercole

Immagine | Particolare dello studio di Serenella D'Ercole

 


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