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DANE RUDHYAR, LA CELLULA E IL COSMO

Dane Rudhyar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dane Rudhyar è il capostipite dell'astrologia umanistica. Un astrologo antidetermistico, antiprevisionalistico, tutto votato all'analisi simbolica delle corrispondenze tra la vita dell'individuo e i cicli del'universo.

 

Dane Rudhyar (Parigi, 23/03/1895 – San Francisco 13/09/1985)

 

Dane Rudhyar è lo pseudonimo che Daniel Chennevière si diede quando all'età di 21 anni emigrò negli Stati Uniti. "Rudhyar" deriva dal sanscrito: Rudra é il dio distruttore e rigeneratore. L’adozione di un nuovo nome rappresentò la sua completa devozione al suo ideale, quello di "trasformare la nostra civiltà trasformandone i valori". A partire dagli anni 20 infatti, Dane Rudhyar ha abbozzato l’idea di una nuova civiltà di natura globale – da lui chiamata Synanthropy – dove l’umanità vivrà unificata. Rudhyar si autodefinì "seme portato dalla tempesta oltre l'oceano... per germinare nel fertile sterreno vergine del 'Nuovo Mondo'".

Rudhyar inizialmente si interessò di musica, studiò pianoforte e composizione. Scrisse saggi di musicologia e fu il primo a introdurre in America la musica politonale dissonante. Fu anche autore di 45 opere pittoriche di arte traspersonale.

Nel 1936 pubblicò il suo grande trattato di astrologia, Astrologia della personalità. Nei quarantanni seguenti Rudhyar scrisse articoli per riviste specializzate quali "American Astrolgy", "Horoscopes" e "Astrology World".

 

Il contributo di Dane Rudhyar all'astrologia

 

Dane Rudhyar scopre le basi dell'astrologia grazie ad autori come Max Heindel, Alan Leo e Sepharial. Successivamente scopre Carl G. Jung e si appassiona alle idee metafisiche di Jan Smuts e alla filosofia orientale. Cerca un nesso tra dimensione psicologica e dimensione cosmica. Ed è proprio l’astrologia, in particolare grazie all’insegnamento di Marc Edmund Jones, che gli fornirà questo legame.

Rudhyar fa uso della filosofia olistica per spiegare i principi fondamentali dell’astrologia, e della moderna psicologia per meglio descrivere la personalità dell’individuo. “essere umano”, considerato appunto come un insieme di parti la cui somma dà un tutto vivente, capace di coscienza ed evoluzione, che indubbiamente ha qualità non riconducibili ad una mera “somma” delle parti che lo compongono. L’astrologia mette a confronto e in correlazione questo Tutto con altre totalità inanimate che rappresentano il suo ambiente naturale, quello con cui è in più stretto contatto, cioè i corpi celesti del sistema solare.

Questa visione viene definita da Rudhyar "astrologia umanistica", per la prima volta negli anni Sessanta.

 

L'astrologia secondo Dane Rudhyar

 

L'Astrologia della quale continuo a occuparmi per la maggior parte del tempo è di tipo simbolico. Nella vita non accade nessun evento astrologico che non sia determinabile simbolicamente, capace di dare a quell’evento un significato adeguato. Ma non ne consegue che un aspetto preciso produrrà sempre un avvenimento preciso. Un aspetto è necessario perché accada un evento, ma non è una testimonianza sufficiente per predire esattamente l’avvento di un preciso avvenimento!

L’astrologia può essere definita come il primo tentativo, fatto dall’uomo, per portare nella sua vita di incertezze e paure, la sicurezza e l’ordine che egli intravvedeva nel cielo.

L'astrologia ha il suo senso più profondo nel fatto che trasforma il profano in sacro, le scoperte dell'astronomia nella rivelazione di un ordine cosmico presente tanto nella cellula e nell'essere umano quanto nel sistema solare e nella galassia. Tentare di fare di questa disciplina una "scienza" fondata su dati empirici e statistici significa negare la sua natura profonda e immemoriale.

 

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