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Mazzi tarocchi

I TAROCCHI DEL MANTEGNA

Questo enigmatico mazzo di Tarocchi, non è un semplice gioco, ma una vera e propria enciclopedia, illustrata, testone della cultura più alta del rinascimento.

I Tarocchi del Mantegna

Le origini

Il mazzo di Tarocchi cosiddetto “del Mantegna”, è a tutt’oggi, uno dei capolavori più enigmatici dell’arte rinascimentale italiana.

A dispetto del loro nome, tuttavia, l’unica cosa certa, è che non furono realizzati dal padovano Mantegna, (1432-1506) ma forse da un allievo della sua scuola. Questo equivoco, nasce da uno scritto di uno studioso settecentesco, che in una sua opera sull’arte incisoria scrisse ”Con tali metodi si fecero allora cinquanta carte che volgarmente si dicono del Mantegna”.

E così si tramandò ai critici successivi questa denominazione, senza che nessuno riuscisse a stabilire con certezza chi veramente creò questo capolavoro.

Sta di fatto, però che sulla chiesa di S. Andrea a Mantova, sui muri della cappella dove venne poi effettivamente seppellito il Mantegnsa, sono dipinte alcune Virtù, simili a quelle dei Tarocchi che portano il suo nome.

In principio, si pensava che fossero stati creati in occasione del concilio di Trento, tra il 1459 e il 1460, per dare un mistico passatempo ai cardinali . Questa ipotesi,si  basava su una citazione del  cardinale Bessarione, partecipante al Concilio, che si riferiva ad un “ludus globi”, gioco della sfera, ma è una teoria a cui ben presto venne dato poco credito.

Le cose sicure sono queste:

- Le figure del mazzo, sono uno dei primi esemplari incisi su rame, quindi per i motivi legati allo sviluppo tardivo di tale tecnica, le figure risalgono ad una data posteriore al 1460.

- La prima versione, detta serie E, venne realizzata da un anonimo incisore appartenente alla scuola di Piero del Cosso, morto attorno al 1480.

- Il progetto delle figure, si può attribuire, con relativa certezza , ad un letterato dell’epoca, probabilmente della cerchia di Guarino de’Guarini, che eseguì numerosi progetti di decorazione per la famiglia d’Este.

- Nel mazzo è presente il Doge, quindi si può supporre che il committente fosse forse un patrizio veneto, legato alla famiglia ferrarese degli Este.

- La denominazione Tarocchi è suggerita dalla presenza di quattordici carte somiglianti ai Trionfi miniati della stessa epoca.

Il mazzo è composto da 50 carte, che riproducono l’ordine dell’universo secondo la cultura religiosa e filosofica dell’epoca.

Una seconda versione del mazzo, detta serie S, di qualità manifestamente inferiore, venne stampata nel 1470.

Anche di questo mazzo, come di quello  precedente, esistono a tutt’oggi vari esemplari, sparsi in varie collezioni private.

Tra gli artisti che si ispirarono a queste figure, ricordiamo tra i tanti, Antoniazzo da Romano, che verso il 1490 le riprodusse negli affreschi  di  una stanza del castello degli Orsini di Bracciano, vicino Roma.

Infine, verso il 1540, furono incisi e stampati da Johann Ladenspelder, che ne decretò la diffusione in Germania.

 

La struttura del mazzo

Le cinquanta carte del Mantegna, sono numerate con cifre romane e arabe da 1 a 50, e sono diffuse in cinque gruppi, identificati da lettere:A B C D E. Ogni gruppo è dedicato ad un tema preciso, e le varie figure seguono un ordine rigorosamente gerarchico.

Il gruppo E,  da 1 a 10 è quello delle condizioni umane, e va dal personaggio più infimo, il misero, E1,su su fino a raggiungere il grado spirituale più elevato, il Papa, E 10.

Il secondo gruppo, o classe, D, dal numero 11 al 20 è Apollo e le muse, è composto da nove figure femminile, mutuate dalla mitologia classica, e rappresentano le varie forme di delle arti, su tutte domina Apollo, (D 20)

La terza classe C, è quella delle Arti E Scienze, e va dal numero 21 al 30. Domina su tutte la Theologia, (C30).

Il gruppo B, è dedicato a Geni e Virtù,va da 31 a 40, comprende i tre principi universali, luce, tempo , spazio, le quattro virtù cardinali,  Prudenza, Giustizia, Forza,Temperanza, e le tre virtù teologali, Fede Speranza e Carità.

La classe A, comprende i pianeti e le sfere celesti, Sole, Luna, i sette pianeti e sopra tutto la sfera suprema, cioè Dio (A 50), la Prima Causa.

Da notare, che con questo sistema le carte possono essere lette in due sensi, uno ascendente, dal misero a al Papa, in modo che l’essere umano possa capire che per quanto  infima sia la sua condisione possa sempre elevarsi ,e grazie alle arti, alle virtù, alle scienze attraverso le sfere planetarie, possa congiungersi a Dio, sia discendente perché la Prima Causa domina su tutto, trasmettendo il suo influsso tramite le sfere planetarie, affini agli angeli, alle virtù, alle scienze.


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