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IL MEDIUM: profilo professionale

 

Cosa fa il medium


Un medium (dal latino medium, "mezzo, strumento") è una persona che sostiene di poter fare da intermediario con presunte entità soprannaturali, per via orale (psicofonia) o scritta (psicografia o scrittura automatica).
I medium sono stati oggetto di studio da parte della parapsicologia per via dei supposti fenomeni paranormali di tipo fisico che si verificherebbero durante una manifestazione medianica: tra questi fenomeni sono stati elencati lo spostamento o la materializzazione di oggetti e la generazione di una imprecisata sostanza speciale chiamata ectoplasma. Nonostante le numerose ricerche non è stato possibile riprodurre questi fenomeni in un ambiente controllato. Molti medium su cui si è investigato si sono rivelati dei ciarlatani e talvolta dei veri e propri truffatori che sfruttano la credulità o la debolezza psicologica di persone in lutto o in difficoltà emotiva.

 

Diventare medium


Innanzitutto bisogna credere nell’aldilà.

In secondo luogo bisogna muoversi con cautela in quest’ambito pieno di false promesse e confortanti illusioni. Fino a oggi nessuno è mai riuscito a diventare medium. Nessun sedicente medium, infatti, ha mai dimostrato di possedere realmente i poteri che afferma di avere. Il famoso prestigiatore Harry Houdini (1874-1926) partecipò a diverse sedute spiritiche per cercare di entrare in contatto con la madre morta. Avendo scoperto alcuni trucchi, grazie alla sua conoscenza delle tecniche di illusionismo, decise di mettere alla prova sistematicamente i medium della sua epoca, sconfessandoli pubblicamente. La sua sfida ai medium continuò anche dopo la morte, perché lasciò alla moglie una frase segreta di dieci parole che i medium avrebbero dovuto ripetere come prova d'essere entrati in contatto con lui. In seguito numerosi medium hanno affermato di aver parlato con Houdini, ma nessuno di loro ha mai trovato la frase segreta.

Per rompere il ghiaccio si potrebbe leggere Sei un sensitivo? I test per provarlo di Massimo Polidoro, psicologo e illusionista che si occupa a tempo pieno di ricerche nel campo delle pseudoscienze: dirige la rivista Scienza & Paranormale ed è responsabile del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale). Il manuale contiene diversi test scientifici per verificare eventuali facoltà paranormali: ESP (percezione extra-sensoriale), chiaroveggenza, precognizione, facoltà medianiche...

Dall’incipit del libro:
Una tesi ricorrente, quando si parla di facoltà paranormali, è quella secondo cui la maggior parte degli uomini utilizzerebbe non più del 10 per cento del proprio cervello. Lasciando così intendere che se si riuscisse a servirsi anche del restante 90 per cento si potrebbero risvegliare strabilianti facoltà. Tuttavia, benché ci siano certo ancora molte cose da studiare, i principi di base del cervello sono ormai chiari. Non esistono "parti" del cervello misteriose, di cui non si riesce a immaginare la funzione e che, come sostengono alcune persone a digiuno di neurologia, potrebbero essere la sede di eventuali facoltà paranormali.

Se questa lettura non ha scalfito la volontà di capirne di più di una pratica su cui nessuno ha prove definitive e incontrovertibili, si consiglia di leggere il meno provocatorio e più esoterico Guida pratica alla comunicazione con gli spiriti. Porte su altri mondi di Raymond Buckland. L'autore spiega come esplorare la natura del “corpo spirituale”, imparare a diventare medium, sperimentare di persona lo stato di trance, la chiaroveggenza, la psicometria, la levitazione, il tavolo parlante, la scrittura automatica, la fotografia degli spiriti, la guarigione spirituale, la canalizzazione, i circoli di sviluppo medianico, ma anche come evitare le truffe spirituali più marchiane.

Se non siete ancora appagati dalla mole di conoscenza acquisita in materia, bè, potreste voler approfondire lo studio con i libri di Allan Kardec, il pedagogista francese che per primo studiò i fenomeni medianici in modo sistematico e codificò la dottrina filosofica dello spiritismo attorno ai fenomeni che avevano richiamato l'attenzione di filosofi e scienziati europei nella seconda metà del XIX secolo. Nel suo primo libro sull'argomento, Il Libro degli Spiriti, Kardec conia il termine medium (mezzo, tramite) per designare le persone che servirebbero da intermediari nel rapporto tra gli spiriti e gli uomini, attraverso una facoltà, la medianità, che si troverebbe in tutti gli uomini, ma in gradi di sviluppo diversi. Nel Libro dei Medium descrisse poi tutte le sue indagini riguardo ai fenomeni medianici e ai diversi tipi di medium. Quest’ultimo è tuttora ritenuto uno dei testi principali dello spiritismo e della medianicità.

 

Una seduta dal medium


La seduta spiritica solitamente si svolge al chiuso. I partecipanti riuniti attorno a un tavolo si pongono in silenzio e concentrazione, tentando di stabilire uno stato di tensione mentale ed emotiva che permetta al medium di utilizzare l'energia del gruppo per poter richiamare a sé le forze necessarie a un "contatto" con l'aldilà.

Il medium deve diventare vuoto, deve diventare un canale, come si dice in gergo.

A questo punto, secondo la spiegazione esoterica, una volta raggiunto il grado desiderato di concentrazione il medium "darebbe voce" a defunti o altre entità spirituali facendosi strumento nelle loro mani. Un’altra interpretazione molto diffusa ritiene invece che il medium non farebbe altro che entrare in uno stato di meditazione, situazione nella quale affiorerebbe il suo subconscio: le voci o le entità che parlano attraverso di lui altro non sarebbero che il suo subconscio.

Un tipico sistema di interrogazione è quello della planchette: i partecipanti pongono il dito indice su un piattino o una tazzina rovesciata e intorno all'oggetto vengono poste le lettere dell'alfabeto, a quel punto la tazzina sembra muoversi autonomamente da una lettera all'altra formando frasi di senso compiuto. In realtà il fenomeno è dovuto ai movimenti ideomotori dei presenti che non sono in grado di mantenere il dito perfettamente fermo, le frasi composte sono il frutto delle aspettative inconsce di chi la muove: è sufficiente capovolgere le lettere e mischiarle perché la planchette inizi a comporre frasi completamente prive di senso.

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