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Storia tarocchi

MASSONERIA E TAROCCHI

La storia recente dei Tarocchi è strettamente legata alla Massoneria, dal momento che le più importanti interpretazioni esoteriche dei Trionfi sono opera di massoni o di personaggi legati a diverse organizzazioni paramassoniche.

Massoneria e Tarocchi

Fin dalle sue origini, storicamente documentate agli inizi del Settecento, gli adepti della Massoneria coltivarono il "mito della parola perduta", cioe la credenza che, all'inizio dei tempi, l'umanità possedesse un linguaggio unico e una sola religione, le cui tracce più evidenti si conserverebbero nella religone ebraica e in quella egizia, considerate le pill antiche del mondo. Secondo la Bibbia, l'unitià primordiale sarebbe andata perduta a causa della confusione delle lingue, operata da Dio come punizione dell'umanità impegnata nella costruzione della torre di Babele (Genesi 10:1-9). Un'altra vicenda biblica, fondamentale per le tradizioni massoniche, riguarda il prima tempio di Gerusalemme, emblema del rapporto privilegiato con IHVH, la divinità suprema. Fu re Salomone a volere tale tempio, per edificare il quale chiese aiuto a Hiram, re di Tiro ( 1 Re 5:15- 31); poi, mandò a chiamare un maestro artigiano di Tiro, anch'egli chiamato Hiram, "figlio di una vedova di Neftali", 

LA LEGGENDA DI HIRAM

Secondo la mitologia massonica, basata proprio sul racconto biblico della costruzione del tempio il primo massone sarebbe stato Hiram Abiff. La Bibbia ce lo presenta come il massimo architetto del suo tempo. A Tiro aveva già innalzato bellissimi palazzi, guadagnandosi l'ammirazione del re che l'aveva colmato di doni e d'onori. perciò, quando il suo sovrano seppe che il grande Salomone voleva costruire un tempio che, per imponenza e fasto, sfidasse i secoli, gli mando Hiram. Nessuno conosceva le regole e i segreti dell'archiettura meglio di lui, nessuno meglio di lui sapeva legare e fondere i metalli, squadrare le pietre, guidare le maestranze. Salomone gli mise a disposizione tutte le ricchezze del regno. Hiram fece affluire dalle piu remote contrade il materiale di costruzione: piombo, bronzo, oro, argento, pietre di tutte le forme e colori, tronchi di quercia e pino, fusti di papiro. Arruolò centinaia di geometri e capimastri e trecentomila operai.
La fabbrica divenne un gigantesco e pittoresco crogiolo di fogge, razze, idiomi. Su tutto e tutti vegliava Hiram. A un suo cenno, I'immensa officina si metteva in moto, a un suo cenno s'arrestava. Per accelerare i lavori, aveva diviso la sterminata massa d'operai in apprendisti, compagni e maestri. Aveva distribuito i primi a destra, i secondi a sinistra, i terzi al centro, aveva dato a ciascun gruppo una divisa e una parola d'ordine che nessuno, per nessun motivo, pena il licenziamento, doveva svelare. Il cantiere ferveva. Il tempio diventava sempre più maestoso. Dentro e fuori la corte il re tesseva le lodi del suo architetto che costruì le colonne di bronzo, meravigliosamente decorate (tra cui Jakin e Boaz ai lati del vestibolo), e le preziose suppellettili sacre (1 Re 7:13-45). 
Ciò desto I'invidia di tre operai: il muratore Jubelas, il carpentiere Jubelos e I'apprendista Jubelum -che, pur non avendone i requisiti, aspiravano al grado di maestri. Essi ordirono una congiura contro Hiram. A mezzogiorno, mentre le maestranze riposavano e I'architetto si ritirava nel tempio a pregare, s'appostarono agl'ingressi orientale, occidentale e meridionale. Quando Hiram, finite le orazioni, s'avviò verso la porta sud, Jubelas I'aggredì e, minacciandolo con una squadra, gli chiese la parola d'ordine del grado superiore. Ma I'architetto non gliela rivelò, e lui allora lo colpi alla gola con una livella. La vittima barcollò ma riusci a raggiungere la porta occidentale. Qui l'aspettava Jubelos, che gli fece la stessa richiesta. A un nuovo rifiuto, il carpentiere brandì una squadra di ferro e colpì al petto il Gran Maestro, che si trascinò fino all'ingresso orientale, dove era appostato Jubelum, il terzo congiurato, che lo ferì con un maglio al centro della fronte. Stavolta l'eroico Hiram stramazzò, portando con se nella tomba i segreti dell'arte. Gli assassini trasportarono il cadavere in un luogo solitario del Libano e lo seppellirono sommariamente. Poi piantarono sulla fossa un ramo d'acacia e tornarono al cantiere.
La misteriosa scomparsa d'Hiram aveva gettato nel caos i trecentomila operai, rimasti senza guida. Salomone, disperato, chiamò nove maestri e, a gruppi di tre, li spedì alla ricerca del grande architetto. Dopo estenuanti e infruttuose perlustrazioni, i nove rientrarono a corte e fecero al re i loro rapporti. Uno disse che, attraversando il deserto del Libano, aveva notato su una piccola radura un ramo d'acacia, vi s'era appoggiato, ma l'arbusto aveva ceduto. Il terreno su cui era stato piantato sembrava rimosso di fresco ma, lì per lì, lui non ci aveva fatto caso.
La comitiva fu immediatamente rispedita nel Libano. Tornò poco dopo col cadavere d'Hiram, che ricevette esequie degne d'un sovrano. 

 LE PRIME INTERPRETAZIONI MASSONICHE

Tenendo presenti tutti questi elementi, si puo comprendere il valore attribuito, in certi ambienti francesi, alle affermazioni del Maestro massone Antoine Court de Gebelin, quando affermò, nell'ottavo volume di Monde primitif (Parigi, 1781 ), di avere identificato nei Tarocchi il leggendario Libro di Thoth, contenente "la più pura dottrina degli egizi". Court de Gebelin si astenne dal ricercare riferimenti diretti al simbolismo massonico nelle allegorie dei Tarocchi. Invece, Etteilla, nella sua rielaborazione del mazzo, modificò alcune carte proprio per evidenziare I'esistenza di tale rapporto diretto; per esempio, nella carta numero 2, al posto del sole, mise una stella fiammeggiante, simbolo massonico dell'intelligenza e della scienza, capace d'innalzare I'umanità grazie alia luce che, dal centro supremo, si irradia sui Maestri e sui  loro discepoli. Un'interpretazione del Libro di Thoth di Etteilla, risalente alia fine dell'Ottocento, citava alcuni titoli massonici da attribuire alle diverse carte: Massoneria d'Hiram (2), Ordine dei Mopsi (3), Tempio di Salomone (9), Aaronne (15). Tuttavia, in quell'epoca, Eliphas Levi aveva già rettificato le interpretazioni esoteriche dei Tarocchi, affermando che i lavori di Etteiila avevano fat to cadere nel dominio della magia volgare i'antico iibro scoperto da Court de Gebelin. Nella sua opera maggiore, Dogme et rituel de la haute magie (Parigi, 1855-56), Levi collegò i Tarocchi marsigliesi alla tradizione ebraica affermando che, una volta distrutto il Tempio di Salomone, "i misteri dell" ephod e dei teraphim furono tracciati sull"avorio, suila pergamena" e infine nelle semplici carte dei Tarocchi da qualche saggio cabalista. Secondo Levi, il legame simbolico più evidente dei Tarocchi con la Massoneria si nota nella figura del Papa: "ii Grande lerofante, assiso fra le due colonne di Ermete e di Salomone': 

LE FRATELLANZE PARAMASSONICHE 

Tra gli esoteristi francesi, spicca il Maestro massone Oswald Wirth, autore di un articolo intitolato "Le concordanze massoniche dei Tarocchi", apparso in Le Tarot des imagiers du Moyen Age (Parigi, 1926). In realtà, tutto il volume è disseminato di citazioni sui simbolismo massonico: per esempio. La Papessa (II), custode della scienza iniziatica affidata ai "figli della vedova", cioè ai Maestri massoni, è rappresentata "sul sagrato del Tempio di Salomone dove s'innalzano le due colonne Jakin e Boaz"; anche "i due alberi tra i quali è disegnata la figura dell'lmpiccato corrispondono alle colonne Jakin e Boaz". In sostanza, secondo Wirth, le figure dei Trionfi rappresentano i gradini dell'iniziazione individuale e, al tempo stesso, sono le tappe che conducono alia realizzazione dell'ideale massonico che consiste, come si legge nella spiegazione allla Lama del Giudizio (XX), nell'instaurare "il regno dello spirito Santo, che realizzerà l'unità religiosa fondata sull'esoterismo comune a tutte le religioni. Inoltre, nelle stesse pagine, Wirth spiega che gli antichi costruttori sono raffjgurati dai genitori che risuscitano dalla tomba, mentre il figlio è il soggetto della Grande Opera, l'iniziando che subisce le prove per conquistare il ruolo di Maestro, cosicchè la tradizione massonica, iniziata con il leggendario Hiram, abbia in lui un nuovo interprete. 

Anche nel mondo anglosassone sono state fornite interpretazioni massoniche dei Tarocchi, in particolare dal Maestro massone inglese Arthur E. Waite; tuttavia, le sue spiegazioni non sono coerenti quanto quel!e di Wirth. Difatti, furono proprio i 22 Arcani Maggiori disegnati da Wirth a costituire la base per un nuovo mazzo di Tarocchi, ideati dal californiano Manly Palmer Hall, uno storico della Massoneria già autore di "An Encyclopaedie Outline of Masonic, Hermetic, Cabbalistic and Rosicrucian Symbolical Philosophy" (San Francisco, 1928). Hall commissiono i disegni a Johann Augustus Knapp, ma, a parte i colori e alcuni elementi tipici del simbolismo massonico che Wirth aveva trascurato (per esempio il pavimento a scacchi bianchi e neri davanti alia Papessa), il Knapp-Hall Tarot (Los Angeles, 1929) è sostanzialmente identico al prototipo francese. Invece, un "Tarot symbolique masonnique" (Parigi, 1983) di nuova concezione e stato realizzato in Francia, da Jean Bouchard, che ha tentato di tradurre in 78 immagini i principi fondamentali e i riti massonici, ma non sapremmo dire quanto egli sia riuscito nel suo intento. Resta il fatto che, oggi, I'interpretazione di qualunque mazzo di Tarocchi non puo prescindere dal!e suggestioni dettate negli ultimi due secoli dagli adepti della Massoneria.